Breve profilo

Nato a Torino il 25 Agosto 1964
1983. Maturità classica e iscrizione alla Facoltà di Architettura di Genova
1988. Inizio delle collaborazioni all’interno del Politecnico di Milano
1991. Laurea con lode presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano
1993. Vince il concorso Young e Design e accede al Dottorato di Ricerca Architettura degli Interni e Allestimento
1995. Dirige Arredata CD Rom, prima rivista totalmente elettronica di architettura.
1997. E’ dottore di ricerca con una tesi sull’Allestimento e incaricato per il Corso di Progettazione del Prodotto d’Arredo
1998. Incarico per il Corso di Museografia
2003. Fonda, assieme ad altri, il Premio Piranesi
2004. Vince il Premio di Cultura Urbana di Camerino con il progetto di musealizzazione del Kothon di Mozia
2007. Fonda, con altri, l’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia
2008. Vince il concorso per un posto di Ricercatore presso il Politecnico di Milano
2010. Istituisce, con altri, il Piranesi Prix de Rome, categoria professionisti
2012. Vince il Premio ICOM-Italia, per il miglior allestimento museale italiano del 2011 (MUST di Vimercate
2013. Responsabile scientifico per l’aggiornamento del layout espositivo del Salone Nautico di Genova
2013. Responsabile scientifico per la realizzazione del Museo Profano presso i Musei Vaticani
2017. Vince il concorso internazionale per Professore Associato presso il Dipartimento Dastu del Politecnico di Milano

2018. Abilitazione Scientifica Nazionale: dal 17 Ottobre 2018 è abilitato all’esercizio delle funzioni di professore di ordinario, Settore Concorsuale 08/D1 – I Fascia (ssd ICAR 16).

 

Profilo di Pier Federico Caliari: ricerca scientifica e formazione universitaria

1988_1993

In questo periodo, a cavallo della laurea, ha inizio il percorso formativo di Pier Federico Caliari che si colloca nel punto di confluenza tra tre aree di studio e ricerca. Quella riferita all’architettura degli interni, sviluppata collaborando nella didattica con i corsi tenuti da Gian Domenico Salotti; quella legata al percorso di tesi di Laurea, inerente la composizione architettonica, sviluppato con Giorgio Grassi; e, infine, quello derivante dalla proprio retaggio familiare riferito allo studio professionale del padre, impegnato nell’industrial design a diversi livelli e scale (yacht, product, furniture e housing). Questa particolare condizione di partenza ha generato un deciso interesse per le compresenze disciplinari, per lo scambio e reciproca interazione tra diversi mondi e scale della progettazione. Gli studi classici e gli approfondimenti nei campi della teoria dell’architettura, della semiologia dell’arte e della filosofia del linguaggio affrontati in quegli anni, hanno interagito con le tre aree di studio sopra descritte e generato la tensione, ben presente nelle monografie scritte negli anni successivi, alla formalizzazione di tipo teorico-metodologico.

Dopo la laurea nel 1991, PFC intensifica l’attività didattica sia nel corso di Arredamento e Architettura degli Interni, sia in quello di Composizione Architettonica III e allo stesso tempo dà vita all’attività di progettazione in proprio partecipando a concorsi di architettura e design e attendendo ai primi incarichi professionali per lo più riferiti all’architettura degli interni di spazi domestici e locali pubblici.

 

1993_2003

Il 1993 rappresenta un anno di svolta che vede, in sequenza, l’accesso al Corso di Dottorato di Ricerca in Architettura degli Interni e Allestimento VIII Ciclo, il primo riconoscimento in un concorso internazionale, con la vittoria ex aequo del premio Young & Design e il primo incarico professionale di architettura degli interni di una certa rilevanza e pregnanza per sviluppi successivi.

L’ingresso nel Dottorato di Ricerca costituisce un momento necessario per l’approfondimento, sempre in chiave interdisciplinare, dell’architettura degli interni, dell’allestimento e museografia e della progettazione del prodotto d’arredo. Tra il 1993 ed il 1997, anno della discussione della tesi di dottorato, vengono messi a punto i dispositivi metodologici e concettuali su cui si basa tutta la sperimentazione successiva nella didattica, nella ricerca e nell’applicazione professionale della stessa.

Nel 1994, assume la direzione della prima rivista di architettura d’interni in formato interamente multimediale, denominata Arredata CD ROM. La rivista, stampata su disco ottico digitale e distribuita capillarmente nelle edicole, è stata la prima piattaforma di sperimentazione e confronto con i temi della comunicazione culturale, dell’immagine coordinata e della grafica per la comunicazione multimediale.

Contestualmente, è stato il primo campo di applicazione delle esperienze interne al dottorato di ricerca e premessa per i contenuti sviluppati nella tesi di dottorato sull’Allestimento.

Questa in particolare – poi pubblicata come monografia nel 2000 con il titolo La forma dell’effimero. Tra allestimento e architettura, compresenze di codici e sovrapposizione di tessiture, Lybra, Milano – è una dissertazione teorica sui caratteri ontologici ed epistemologici del progetto per un Delta T = 0, cioè del progetto di allestimento per installazioni temporanee ad alto contenuto estetico. Organizzata in tre parti principali dedicate alla metafora, alla tecnica e all’estetica dell’effimero, la tesi individua nell’evento espositivo il dispiegarsi della relazione tra più codici comunicazionali compresenti: il codice sfondo, costituito dall’ambiente ospite, il codice oggettuale, costituito dalle collezioni di oggetti o concetti da esporre, e il codice mediale, costituito dall’installazione e dall’insieme degli elementi che regolano il rapporto tra architettura ospite, collezioni e pubblico. L’articolarsi di tali codici è riferibile, secondo la tesi proposta, a tre modelli progettuali, tre atteggiamenti che definiscono le strategie di comunicazione visiva: il modello dell’assenza, caratterizzato da una presenza minimale di codice mediale; il modello della ridondanza, in cui il codice mediale opera nel senso di una identificazione di codice sfondo e codice oggettuale (modello del bazar) e il modello dell’effimero, in cui il codice mediale produce anche gli elementi del codice sfondo e quelli del codice oggettuale, offrendo il massimo livello possibile di rappresentazione (nell’accezione di Wittgenstein).

Nel 1997, subito dopo il termine dell’esperienza del Dottorato, PFC viene proposto per la copertura del corso di Progettazione del Prodotto d’Arredo e nel 1998 di quello di Museografia – che terrà fino al 2010 – entrambi attivati presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, Campus Leonardo.

La museografia è stata fin dalla prima attivazione del corso, intesa come allestimento museografico, cioè sotto l’aspetto decisamente progettuale riferito al mondo-museo nella sua generalità, comprendente l’allestimento sia di esposizioni su impianto stabile, sia quello di mostre temporanee o di installazioni effimere.

L’attribuzione del corso di Museografia, costituisce inoltre il secondo momento chiave nello sviluppo e definizione di una nuovo fronte di ricerca (e applicazione professionale), quello cioè della triangolazione interdisciplinare tra Museografia, Architettura e Archeologia che prende forma nel quinquennio 99-03, grazie all’attivazione di due campagne di tesi di laurea sviluppate a Roma. La prima campagna ha avuto come oggetto l’Area Archeologica Centrale, i cui esiti sono stati pubblicati in una monografia, intitolata Museografia. Teoria Estetica e Metodologia Didattica, Alinea, Firenze, 2003. La seconda campagna è stata condotta invece sulla Via Appia Antica ed ha sortito la pubblicazione del volume Via Appia. Musei del V Miglio. Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna.

Contemporaneamente, assieme alle esperienze di insegnamento per Domus Academy a Milano (Corso di Designing the Exhibition) e per l’Interiors Design Institute (corso di Allestimento e di Interiors, Exhibit and Corporate Identity), cominciano le collaborazioni scientifiche e professionali con Bernini Museum Workshop, azienda produttrice di allestimenti museali, e con i Musei Vaticani (Reparto di Antichità del Vicino Oriente). Il rapporto di collaborazione con i Musei Vaticani, tutt’ora esistente ha permesso di attivare una ricerca sull’allestimento museografico per l’archeologia ad ampio raggio, dagli studi per le nuove sistemazioni museali del Museo Gregoriano Egizio, del Gregoriano Etrusco, del Profano e del Pio Cristiano, alla musealizzazione per la XIII Missione Archeologico sull’Isola di Mozia, sortito questo, nella pubblicazione curata assieme a Lorenzo Nigro e intitolata Kothon, Libreria Clup, Milano, 2004.

La frequentazione dell’ambiente culturale romano e dei Musei Vaticani, nonchè il consolidarsi dell’interesse per l’allestimento museografico per l’archeologia e per la comunicazione culturale, portano nel 2003 all’istituzione del Seminario Internazionale di Museografia di Villa Adriana – Premio Piranesi, curato da PFC e diretto da Luca Basso Peressut, oggi giunto alla XVI Edizione.

Al termine di questa fase, quella compresa tra il 1993 e il 2003 si sono precisati i contorni del profilo scientifico, didattico e professionale di Pier Federico Caliari, in cui si evidenziano gli interessi e gli approfondimenti specificatamente disciplinari non solo nel campo dell’architettura degli interni e del progetto del prodotto d’arredo, ma anche in quello dominante nella fase successiva, dell’allestimento (di musei, di mostre temporanee, fieristico, di installazioni effimere e di allestimenti e sistemazioni reversibili in contesto archeologico) e della comunicazione culturale (immagine coordinata e comunicazione strategica per gli istituti di cultura).

 

2003_2016

Negli anni successivi alla sua fondazione, il Seminario-Premio Piranesi consolida il suo ruolo nel quadro dell’offerta formativa legata all’allestimento museografico per l’archeologia. Nel 2007 viene fondata l’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia con il compito della gestione del Seminario-Premio Piranesi – a cui partecipano molte scuole di architettura di atenei italiani e stranieri – e con essa il primo Master Itinerante in Museografia, Architettura e Archeologia. Progettazione strategica e gestione innovativa del patrimonio archeologico, dal 2009 diretto da Pier Federico Caliari e giunto oggi all’XII Edizione.

La ricerca attivata all’interno del Seminario-Premio Piranesi e del Master Itinerante, viene incardinata nel 2008 all’interno della Ricerca PRIN 2008, finanziato dal MIUR per il biennio 2010_2011 e intitolato L’intervento nelle aree archeologiche per attività connesse alla musealizzazione e alla comunicazione culturale. Selezione di opere significative, redazione di un manuale tecnico-operativo, progettazione di aree campione.

L’intersecarsi a più riprese delle due ricerche, origina nel 2010 e nel 2011 le Call Internazionali per Architetture Costruite Designing the Archaeology, attivate nel quadro del Seminario e del Premio, che dal 2008 assume la denominazione di Piranesi Prix de Rome. Gli esiti di tali ricerche sono pubblicati nella monografia Architettura per l’Archeologia. Museografia e Allestimento, scritta con Luca Basso Peressut e pubblicata da Prospettive, Roma, nel 2014.

Nel 2008, Pier Federico Caliari entra in organico presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione (oggi DASTU) del Politecnico di Milano, avendo vinto il concorso per un posto da ricercatore ICAR 16. Nel 2011 Viene confermato. Tra il 2008 e il 2016 è impegnato nella didattica, tenendo i corsi di Museografia (oggi Progettazione di Grandi Mostre e Musealizzazioni), il Laboratorio di Architettura degli Interni II e vari moduli integrativi di Laboratori di Progettazione e di Conservazione del Costruito, anche presso il Polo di Mantova.

Istituisce e potenzia un team di collaboratori per la gestione dell’alto numero di tesi di laurea prodotte all’interno della Laurea Quinquennale a Ciclo Unico e di quella Magistrale in Architettura. Dal 1993 al 2017 ha condotto circa 330 tesi di laurea di cui, 319 come relatore e 21 come co-relatore, sviluppate quest’ultime principalmente nel periodo tra il 1993 e il 1999.

Ha partecipato alle attività del Dottorato di Ricerca in Architettura degli Interni e Allestimento DRAIA, di cui è stato membro del Collegio dei Docenti. Oggi è membro del Gruppo degli Esperti nel Dottorato di Ricerca PAUI del Dipartimento di Studi Urbani del Politecnico di Milano.

Nel 2012 pubblica gli esiti di una lunga ricerca sulla forma di Villa Adriana, durata un quinquennio, nel volume Tractatus Logico Sintattico. La forma trasparente di Villa Adriana. Quasar, Roma, nel quale argomenta il carattere polare, radiale e ipotattico della struttura compositiva della Villa e quindi l’esistenza di un tracciato ordinatore che ne ha gestito lo sviluppo realizzativo durato vent’anni dal 118 al 138 d.C. Contestualmente, propone in alcuni complessi architettonici romano-ellenistici a carattere sacro – l’Acropoli di Atene, l’Acropoli di Pergamo e il Santuario di Iside a Phylae – l’individuazione dell’archetipo compositivo, policentrico-radiale-ipotattico, della Villa.

Sempre nel 2012 vince il Premio ICOM ITALIA – Musei dell’anno 2011, per il miglior allestimento italiano realizzato per il Museo MUST di Vimercate, conferito il 29 Settembre 2012 a Palazzo Te a Mantova da una giuria internazionale.

Nel 2013 propone a UCINA Confindustria Nautica di dare vita ad un museo dedicato al design navale italiano. Viene così fondato YTEM (Yacht’n Italy Export Museum), definito museo replicante per la sua caratteristica di essere esportabile e realizzabile in qualsiasi parte del mondo essendo costituito sostanzialmente da modelli solidi stampabili medianti processi di 3D Print.

Nel 2013, è responsabile scientifico per conto del Dipartimento DASTU del progetto di ristrutturazione dell’area espositiva del Salone Nautico presso la Fiera di Genova. In questo contesto realizza il Red Wall, grande allestimento a scala urbana che connota il nuovo layout.

Nello stesso anno realizza l’allestimento del Museo Profano all’interno della Galleria Clementina presso i Musei Vaticani. Contestualmente e sempre nello stesso ambito, allestisce la mostra Preziose Antichità nella Sala delle Nozze Aldobrandine (con Carola Gentilini, Ottobre 2013).

Tra il 2012 e il 2015 ha frequentato il corso di lingua inglese, con Metodo Shenker, presso il Politecnico di Milano. Ha superato il test Fex 75 – Terzo Livello, con punteggio di 89/100 (Gestione di materiale linguistico complesso; passaggio dal discorso diretto a quello indiretto; comprendere conversazioni tra persone madrelingua; fiducia nelle proprie competenze linguistiche).

Nel 2015 ha ottenuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale ai sensi dell’art. 16 della Legge 240/2010 per il S.C. 08/D1 – Progettazione architettonica quale professore di II fascia

Nel 2016 ha curato e organizzato la Call Internazionale di Progettazione per la riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e con la partecipazione della Presidenza del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Turismo, Comune di Roma e Roma Metropolitane.

Per la stessa Call sta curando la pubblicazione scientifica, nonché la mostra da allestirsi a Roma, presso la Curia Giulia nel Foro Romano e, successivamente, in diversi atenei italiani e stranieri.

Contemporaneamente, sta scrivendo contributi su riviste come Territorio e Ananke (riviste di classe A), AR e Arquitectura Viva, finalizzati alla documentazione degli esiti e alla diffusione dei contenuti della Call.

Nel 2017, vince il concorso per Professore Associato, attivato con bando e commissione internazionale dal Dipartimento Dastu del Politecnico di Milano.

Abilitazione Scientifica Nazionale: dal 17 Ottobre 2018 è abilitato all’esercizio delle funzioni di professore di ordinario, Settore Concorsuale 08/D1 – I Fascia (ssd ICAR 16).