Progetti

ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA
CONVERGENZE MEDITERRANEE. ARTISTI ARABI TRA ITALIA E MEDITERRANEO
Rome, Palazzo Montecitorio I 2008

 

Committente: Camera dei Deputati, Ministero degli Esteri
Curatore: Martina Corgnati
Progettista: Pier Federico Caliari
con Carola Gentilini

L’allestimento della mostra Convergenze Mediterranee. Artisti arabi fra Italia e Mediterraneo, allestita all’interno del Palazzo del parlamento Italiano a Montecitorio, è stata un’esperienza sicuramente molto significativa, non solo per il prestigio della location, ma anche per il tema artistico, molto di nicchia e allo stesso tempo caratterizzato da una collezione geograficamente molto allargata.
I committenti erano la Presidenza della Camera dei Deputati e il Ministero degli Affari Esteri. La curatrice Martina Corgnati, esperta di creatività artistica moderna e contemporanea nel mondo arabo-mediterraneo, aveva selezionato un numero cospicuo di opere, trentadue, frutto del lavoro di artisti sia arabi sia italiani che hanno vissuto ed operato nei paesi del Maghreb e del Mashreq. Si tratta di artisti di diverse generazioni: alcuni sono pionieri della ricerca pittorica modernista nei loro paesi, come Aref Rayess o Hussein Madi in Libano, o Mohammed Melehi in Marocco; altri sono maestri contemporanei, tuttora pienamente attivi.
Data la dimensione dello spazio espositivo, concentrato nella Sala della Regina, il problema principale era realizzare un’adeguata superficie espositiva per poter esporre l’intera collezione. Si è pensato quindi ad un impianto basilicale, basato su una prospettiva centrale principale con il fuoco in una tholos a pianta centrale, che distribuiva una serie di spazi espositivi a pettine. La tholos era realizzata all’esterno con un velario circolare semitrasparente e all’interno con una pannellatura continua racchiusa in un pentagono. Durante le simulazioni allestitive in falegnameria ci si è resi conto che l’illuminamento architettonico era insufficiente a causa delle superfici verticali in OSB tinto nero, e dell’illuminamento puntuale sulle opere. Acquistammo così una serie di lampade simili a grandi uova luminose che furono posizionate sopra ogni pannello espositivo trasversale, in posizione prospiciente il passaggio centrale. Oltre a produrre l’illuminamento necessario le lampade generavano un singolare effetto scenografico, che intensificava positivamente l’effetto prospettico centrale.

 

The exhibition Mediterranean Crossroads. Arab artists between Italy and the Mediterranean, set up inside the Palace of the Italian Parliament, it was a certainly very significant, not only for the prestigious location, but also for the artistic theme, very niche and at the same time characterized by a geographically enlarged collection.
The patrons were the Presidency of the Chamber of Deputies and the Ministry of Foreign Affairs. The curator Martina Corgnati, expert on modern and contemporary artistic creativity in the Arab-Mediterranean world, had selected a large number of works, thirty-two, result of work of artists both Arabs and Italians who have lived and worked in the countries of the Maghreb and Mashreq. These are artists of different generations: some are pioneers of modernist pictorial research in their countries, as Aref Rayess or Hussein Madi in Lebanon, Mohammed Melehi in Morocco; others are contemporary masters, still fully active.
Due the size of the exhibition space, the Hall of the Queen, the main problem was to create an adequate exhibition space to show the entire collection. It was thought then a basilica plan, based on a main central perspective with focus on a tholos with a central plan, which distributed a series of comb-exhibition spaces.
The tholos was built outside with a circular semi-transparent velarium and inside with a continuous panel enclosed in a pentagon.
During allestitive simulations in the carpentry workshop we have realized that the architectural lighting was inadequate due the vertical surfaces in OSB stained black, and punctual illuminance on the works. So we bought a set of lamps similar to large light eggs that were positioned above each transverse display panel, in position facing the central passage. In addition to producing the necessary illumination, the lamps generated a unique visual effect, which positively intensified the central perspective effect, raising the tone
of perception.